Appalto per il sottopasso a Capaccio Paestum, chiesto il processo per Alfieri e altri 6 imputati
Il prossimo 16 novembre l’ex sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri, dovrà comparire davanti al gup del tribunale di Salerno, Benedetta Rossella Setta, per rispondere a una nuova richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. Lo stralcio dell’inchiesta, affidato al pm Alessandro Di Vico, riguarda presunte irregolarità nell’appalto per la realizzazione del sottopasso ferroviario della città dei Templi. Per Alfieri, a cui erano stati revocati gli arresti domiciliari a luglio dopo oltre un anno di misure cautelari, si profila il rischio di un nuovo dibattimento.
L’appalto da 7 milioni a Paestum
La vicenda al centro delle indagini fa parte del più ampio filone sugli “affari degli appalti”, che a inizio anno aveva già interessato i bandi per Fondovalle Calore e Aversana.
- L’appalto contestato ha un valore di circa 7 milioni di euro (con fondi della Regione Campania) ed è destinato alla “viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum”.
- L’intervento strategico fu affidato alla ditta Cogea Impresit srl.
- Il cantiere dell’opera fu inaugurato nell’aprile del 2024, benché i lavori non fossero ancora conclusi.
Le accuse e gli altri sei indagati
La Procura contesta il reato di concorso in turbata libertà degli incanti aggravata. Insieme ad Alfieri, rischiano il processo altre sei persone: Lo scrive la Città.
- Andrea Campanile, ex capostaff del sindaco.
- Nicola Aulisio, imprenditore e titolare della Cogea Impresit srl.
- Gianvito Bello (progettista) e Federica Turi (Rup).
- Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo, componenti della commissione di gara.
La ricostruzione: accordi, sconti anomali e falsi verbali
Secondo le ricostruzioni del pm, Alfieri e Aulisio si sarebbero preventivamente accordati per alterare la valutazione delle offerte.
- La Cogea avrebbe ottenuto il bando con un ribasso economico dell’8,7%, superando un’altra impresa che aveva proposto uno sconto superiore (17,23%).
- La Rup Federica Turi avrebbe rivelato in anticipo il numero dei partecipanti e rassicurato Alfieri comunicandogli che, all’apertura delle buste, avrebbero “festeggiato”.
- L’ingegnere Bello sarebbe intervenuto sulle validazioni strutturali, rendendo il fascicolo tecnico incompleto e inidoneo a garantire la trasparenza del mercato.
- Le funzionarie Immerso e Di Filippo avrebbero concorso alla formazione di verbali falsi, attestando riunioni della commissione di gara a cui erano assenti. Questo avrebbe causato un’attribuzione anomala dei punteggi tecnici.





